L'erba sintetica si scalda d'estate? Quanto scotta il prato sintetico al sole e come lo teniamo fresco
In questa pagina
- «Che si possa scaldare lo capisco! Ma quanto? Tanto da non poter camminare a piedi nudi?»
- Perché si scalda, e perché non è questione di qualità
- Le tre soluzioni, e per quanto funzionano
- Cosa non funziona, così non lo compri
- «Innalza la temperatura del suolo e dell'ambiente circostante»
- «col caldo il manto sintetico si dilata e possono comparire delle gobbe»
- «Mi dà l'impressione che d'estate emani un forte odore di plastica»
- Come lo facciamo noi
- Domande frequenti
Sì, al sole pieno delle due del pomeriggio l'erba sintetica si scalda più del prato vero, perché non traspira. Dalle cinque in poi, la mattina e all'ombra è alla temperatura dell'aria, cioè nelle ore in cui il giardino si usa davvero. Per le ore calde esistono tre soluzioni, e le mettiamo nel progetto: l'ombra dove serve, una linea di raffrescamento a comando che in un minuto riporta il prato alla temperatura dell'erba vera, e un manto scelto per scaldarsi meno. Te lo diciamo prima del preventivo, non dopo.
Qui sotto: quanto si scalda davvero, con le misure; cosa funziona e per quanto; cosa non funziona; come progettiamo un giardino in erba sintetica per luglio.
«Che si possa scaldare lo capisco! Ma quanto? Tanto da non poter camminare a piedi nudi?»

Nelle ore centrali di una giornata a 33-35 gradi, sì. Le misure dei centri di ricerca sulle superfici sportive (Penn State University, Brigham Young University) danno il sintetico da 15 a 25 gradi sopra l'erba vera nelle stesse condizioni: dove l'erba sta a 30 gradi, il sintetico sta a 50. Un lettore lombardo lo scrive così: «Erba sintetica diventa incandescente». Un altro: «Non entrare nel prato a piedi nudi con 40° che te li scotti». Hanno ragione sulle due del pomeriggio in pieno sole, come una terrazza in cotto o il cofano dell'auto. Alle sette di sera, o sotto l'albero, il manto è alla temperatura dell'aria.
Perché si scalda, e perché non è questione di qualità
L'erba vera si raffredda da sola: traspira acqua dalle foglie, come il sudore. Il polietilene non ha acqua da far evaporare, quindi assorbe il sole e lo tiene. Succede anche al manto migliore del mondo. Quello che cambia da un manto all'altro è quanto: i fili chiari e il riccio alla base, che fa ombra a se stesso, scaldano meno di un manto scuro e piatto; l'intaso in sabbia scalda meno dei granuli di gomma nera, che diventano bollenti e che noi non usiamo.
Le tre soluzioni, e per quanto funzionano
1. L'ombra, progettata. È l'unica cosa che tiene il prato fresco per tutto il pomeriggio. Alla visita con i campioni guardiamo dove cade l'ombra dalle due alle sei: lì vanno la zona giochi e la zona relax. Dove l'ombra non c'è e serve, la facciamo: vela, pergola, un albero messo nel punto giusto. Un giardino disegnato per luglio è la differenza fra «bello ma a luglio non ci stiamo» e un giardino che si usa dodici mesi.
2. La linea di raffrescamento a comando. Una passata d'acqua riporta il manto alla temperatura dell'erba vera in un minuto: lo dicono le misure, 49 gradi prima e 29 dopo. Al sole pieno il calore risale in 20-30 minuti, verso sera resta fresco molto più a lungo. Per questo non la facciamo andare a timer come un'irrigazione: la facciamo a comando, un rubinetto o un pulsante, da aprire un minuto prima di mandare fuori i bambini o di apparecchiare. Spende meno acqua di una doccia e non serve a bagnare, serve a raffreddare. Su richiesta la posiamo noi, con i pop-up nascosti nel bordo, nello stesso cantiere.
3. Il manto giusto. GP40 a quattro sfumature con il riccio chiaro alla base, intaso in sabbia e mai in gomma. Esistono anche intasi evaporativi, granuli che trattengono l'acqua e la rilasciano per due o tre giorni dopo una bagnata, e fibre con pigmenti che riflettono l'infrarosso: i produttori dichiarano da 6 a 10 gradi in meno. Se ti interessano, li quotiamo a parte come opzione e ti diciamo cosa è dimostrato e cosa è dichiarato.
E poi l'orario: d'estate il giardino si vive la mattina e dalla sera. A quell'ora il sintetico è fresco e il prato vero, a luglio, è giallo.
Cosa non funziona, così non lo compri
- Il manto «che resta fresco al sole» senza ombra e senza acqua: non esiste. I pigmenti riflettenti tolgono qualche grado, non trenta.
- I granuli di gomma: scaldano più di tutto e trattengono il calore anche dopo l'acqua.
- L'irrigazione a timer «per tenerlo fresco tutto il giorno»: spreca acqua, perché il calore risale in mezz'ora. A comando sì, a timer no.

«Innalza la temperatura del suolo e dell'ambiente circostante»
Il manto scalda l'aria a dieci centimetri da terra, non il giardino. Chi scrive «chissà che caldo anche quando aprite le finestre» immagina un effetto che le misure non trovano: a un metro da terra l'aria sopra un prato sintetico è la stessa che sopra un vialetto in ghiaia. Il prato vero rinfresca di un paio di gradi l'aria vicina: è vero, ed è un vantaggio che il sintetico non ha. Lo compensa l'albero messo bene.
«col caldo il manto sintetico si dilata e possono comparire delle gobbe»
Vero per un manto solo appoggiato: il polietilene si allunga con il caldo e si ritira con il freddo, «con il freddo si restringeva o cedeva la colla» scrive uno che lo ha avuto. Un manto fissato al perimetro, con le giunzioni su banda e i bordi in alluminio che lo chiudono, non ha dove andare: si dilata di pochi millimetri dentro il suo bordo e non fa grinze. Giunzioni, fissaggio e bordi sono dentro il prezzo.
«Mi dà l'impressione che d'estate emani un forte odore di plastica»
Un manto in polietilene di qualità non ha odore, nemmeno a 50 gradi. L'odore di plastica calda lo fanno i manti economici nei primi giorni e, soprattutto, l'intaso in gomma. Se senti odore di gomma su un prato sintetico, sotto ci sono i granuli dei campi da calcio.
Come lo facciamo noi
Lo diciamo al telefono, prima del preventivo: al sole pieno scalda. Poi, alla visita con i campioni, disegniamo il giardino per luglio: ombra dove serve, zona giochi e zona relax nel punto giusto, linea di raffrescamento a comando se la vuoi, manto GP40 a quattro sfumature fissato e chiuso dai bordi, intaso in sabbia, mai gomma.
Il prezzo lo sai in 15 minuti al telefono, senza sopralluogo di vendita: fino a 50 m² 3.500 € più IVA, tutto compreso, oppure 73,08 € al mese in 60 rate. Chi posa è la nostra squadra, tre persone, nessun subappalto. Su Google 4,8 su 5 con 150 recensioni. Base a Magenta, lavoriamo a Milano e in tutta la provincia.
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Domande frequenti
L'erba sintetica si scalda d'estate? Sì, al sole pieno nelle ore centrali: 15-25 gradi sopra il prato vero. La mattina, dalle cinque in poi e all'ombra è alla temperatura dell'aria. Ombra progettata e una linea di raffrescamento a comando risolvono le ore calde.
Come si raffredda il prato sintetico? Con un minuto d'acqua: il manto torna alla temperatura dell'erba vera. Al sole pieno risale in 20-30 minuti, verso sera resta fresco a lungo. Per tutto il pomeriggio serve l'ombra: albero, vela o pergola sulla zona che si usa.
Si può camminare a piedi nudi sul prato sintetico d'estate? La mattina, la sera, all'ombra e dopo la passata d'acqua sì. Alle due del pomeriggio in pieno sole e asciutto no, scotta come una terrazza in cotto.
Il prato sintetico è adatto ai bambini d'estate? Sì, con la zona giochi all'ombra nel pomeriggio e un minuto d'acqua prima di farli uscire nelle ore calde. Lo progettiamo insieme alla visita con i campioni.
Esiste un prato sintetico che non si scalda? No. Fili chiari con il riccio alla base, intaso in sabbia o evaporativo e fibre riflettenti scaldano meno (6-10 gradi secondo i produttori), ma nessun manto resta fresco in pieno sole senza ombra o acqua.
Il prato sintetico fa le gobbe con il caldo? Solo se è appoggiato e non fissato. Un manto fissato al perimetro, con giunzioni su banda e bordi in alluminio, si dilata di pochi millimetri dentro il bordo e non fa grinze.
